

da "La Stampa" del 03/03/2009
TIRO CON L’ARCO - GRANDE PROVA AGLI INDOOR DI MONTICHIARI
Dieci le medaglie vinte dagli arcieri torinesi
Un trionfo. L'ennesimo per il tiro con l'arco torinese, uno dei movimenti più floridi della Penisola. Ai campionati Italiani indoor di Montichiari gli atleti subalpini hanno dimostrato, ancora una volta, di non essere una semplice meteora ma una scuola in grado di dominare il palcoscenico nazionale per i prossimi anni. A livello individuale hanno conquistato 10 medaglie, cui vanno ad aggiungersi quelle a squadre. La copertina è per Luca Melotto, l'erede di Marco Galiazzo. La vittoria negli Assoluti è la consacrazione per il 18enne tesserato per il Sentiero Selvaggio Venaria. Il risultato ideale prima di una delle principali manifestazioni della stagione, i Mondiali al coperto di Rzeszow, al via domani in Polonia. Il Robin Hood allenato da Ezio Varca è pronto a stupire ancora. A Montichiari, dopo il bronzo nella categoria junior, ha spiazzato la concorrenza della gara più importante ad eliminazione diretta. Il titolo nazionale l'ha conquistato grazie ad un cammino perfetto. Negli ottavi ha eliminato 118-114 l'emiliano Mazza, nei quarti il catanese Zagami (che in precedenza aveva estromesso Galiazzo) 118-116, in semifinale il ligure Paoletta agli spareggi dopo il 115-115 e in finale il trentino Tonelli nuovamente agli spareggi (116-116). L'altra medaglia d'oro l'ha conquistato Luca Fanti, compagno di squadra di Melotto nel Sentiero Selvaggio, nel compound juniores. Si sono tinti d'argento invece Nikita Andreoli (olimpico ragazze, Iuvenilia), Mattia Vieceli (olimpico ragazzi, Sentiero Selvaggio) e Daniele Bazzarello (compound master, Delle Alpi). Bronzo invece per Giuseppe Seimandi (nudo assoluti, Delle Alpi), Katia D'Agostino (olimpico seniores, Delle Alpi), Debora Boggiatto (compound juniores, Alpignano) e Giorgio Botto (olimpico seniores, Delle Alpi). Soddisfatto il presidente regionale Odilia Coccato. «Un’edizione con risultati di assoluto rilievo. Sono molto contenta per Melotto, ha messo in fila i migliori. Ottime anche le prestazioni delle nostre società, con gli Arcieri delle Alpi veri mattatori e le altre squadre capaci di ottenere risultati di prestigio: dal Sentiero Selvaggio alla Iuvenilia fino agli Arcieri Alpignano. Ma un pensiero lo vorrei riservare a Giorgio Botto: il terzo posto nei seniores è il coronamento per una persona che ha fatto tanto e tanto farà per il nostro sport». Gli Arcieri Delle Alpi sono invece stati i grandi protagonisti delle gare a squadre con l'oro nel compound assoluti maschile (Ciampolillo, Chinotti, Bazzarello) e femminile (D’Agostino, Peracino, Perugia) e nell'arco nudo maschile con Seimandi, Miceli e Berti.
da "La Stampa" del 09/09/2008
Elisabetta, la ragazza di Trana che ha messo l’oro nel mirino
TIRO CON L’ARCO DA STAMANE IN GARA ALLE PARALIMPIADI CINESI
Elisabetta Mijno ha bruciato le tappe. La 22enne tranese è una delle più giovani atlete della spedizione azzurra alle Paralimpiadi di Pechino. Da questa mattina partecipa alle gare di qualificazione di tiro con l’arco, l’assegnazione delle medaglie è prevista per martedì prossimo. Elisabetta è sulla sedia a rotelle dall'età di cinque anni, da quando un incidente stradale le ha impedito di camminare. Ha rialzato la testa, si è fatta forza e adesso non vede l'ora di cominciare questa sua prima esperienza a cinque cerchi. Lei, che nelle gare regionali e nazionali spesso si lascia alle spalle i normodotati, è la Robin Hood in gonnella della spedizione azzurra. «Voglio prima di tutto divertirmi. Se poi arrivo sul podio tanto meglio. Vorrei raccogliere un grande risultato soprattutto per me stessa. A livello internazionale non mi conosce nessuno, potrei essere la grande sorpresa di questa edizione. Magari come fece Galiazzo alle Olimpiadi di Atene». Dopo i Giochi l'aspettano i libri di medicina. La sua giornata tipo è presto fatta: università (ha anche passato il primo anno al San Luigi di Orbassano) e poi via al campo di allenamento degli Arcieri delle Alpi, la società d'appartenenza. La segue Giorgio Botto, uno dei migliori tecnici del Piemonte. «Ho cominciato a 11 anni a Giaveno ma smisi dopo poco tempo. Ho ripreso quattro anni fa e da quel momento non ho più lasciato. Nei periodi di massima intensità mi alleno cinque giorni per sedute di 3-4 ore». Si definisce testarda (pregio) e troppo razionale (difetto), ha un piercing al naso e molto presto si farà un tatuaggio. «Magari i cinque cerchi. Metti caso che vada bene a Pechino. Vedremo». La svolta della sua carriera è stata Paola Fantato (costretta sulla sedia a rotelle dalla poliomelite) che da arciere ha partecipato a un'Olimpiade (Atlanta 1996) e cinque Paralimpiadi, conquistando in queste ultime otto medaglie, cinque delle quali d'oro (Atene compresa). «Mi ha trascinato con il suo carisma, la classe, la storia che aveva alle spalle. Vorrei imitarla. Un giorno mi sono detta: se ci è riuscita lei ce la posso fare anche io. Eccomi qui». In Cina nessuno conosce Elisabetta e forse questo è un primo punto a favore. «(sorride) Presto mi conosceranno».
da "La Stampa" del 06/09/2008
Il torinese Seimandi campione del mondo
Ha vinto la finale a squadre con Frangilli e Lodetti
Llwynypia è un puntino geografico a sud del Galles. Sconosciuto per tutti, almeno fino a ieri, fino a che l'Italia del tiro con l'arco non ha conquistato l'ennesima medaglia internazionale del quadriennio. Sul gradino più alto del podio della gara a squadre, ai Mondiali di Campagna, c'è anche il 21enne torinese Giuseppe Seimandi. Insieme con Michele Frangilli (arco olimpico) e Alessandro Lodetti (arco compound) il portacolori degli Arcieri delle Alpi (arco nudo) ha stracciato la concorrenza dando gli ultimi punti fondamentali per la conquista del metallo più pregiato. E' l'ennesima consacrazione di questo talentuoso atleta svezzato a pane e frecce, protagonista anche agli Europei indoor di Torino dello scorso marzo. Non come atleta, dato che la specialità dell'arco nudo non era ammessa, ma come star della cerimonia d'apertura. Fu infatti sua la freccia che colpì il paglione infuocato posto nel fiume Po che diede il via alla manifestazione continentale. Per l'Italia si tratta di un'ulteriore soddisfazione internazionale, arrivata a poche settimane dallo splendido argento a squadre dei Giochi Olimpici di Pechino. Il presidente della Fitarco, Mario Scarzella, ha seguito le gesta dei suoi atleti dall'Italia. E' stato il primo a chiamare Seimandi, lo conosce fin da quando era piccolo. «Se lo merita questo titolo, è un grande agonista nonché un enorme talento. Gli faccio i miei migliori complimenti, così come li estendo agli Arcieri delle Alpi. Il tiro con l'arco piemontese sta vivendo un grande periodo, così come quello italiano in generale. C'è programmazione, c'è un serio progetto di lavoro con tecnici di alto livello. Questi risultati non sono casuali. Un Mondiale è un Mondiale, il massimo per un atleta dopo le Olimpiadi. Ora dovrà trovare le motivazioni provando a migliorarsi sempre di più. Questo è il segreto dei campioni». Oggi a Llwynypia scende in campo la categoria juniores con due torinesi in finale. Tirano per l'oro Stefania Rolle (Arcieri Iuvenilia) e Stefano Iaccarino (Arcieri delle Alpi). L'inno di Mameli è pronto a risuonare.
da "La Stampa" del 05/03/2008
Tiro con l'arco, Europei indoor
TORINO
Centinaia di torinesi hanno assistito, ieri pomeriggio, alla cerimonia di inaugurazione dei campionati Europei indoor di tiro con l’arco. Uno spettacolo di sbandieratori, funamboli e fuochi d’artificio ha accompagnato la sfilata dei 400 atleti al parco del Valentino, nel borgo medievale realizzato per l’Esposizione Universale del 1884. Oggi iniziano le gare con le qualificazioni e sabato toccherà alla squadra degli arcieri in carrozzina: competeranno contro gli atleti normodotati, a partire dalle ore 14 all’Oval Lingotto. La squadra è composta da: Oscar De Pellegrin, dell'Arcieri Piave Belluno, bronzo ad Atlanta – english match e bronzo individuale e oro a Sydney a squadre Olympic Round, bronzo individuale e oro a squadre ad Atene; Giuseppe Gabelli, dell'Asham Modena, argento a squadre ad Atlanta, argento a squadre a Barcellona e Elisabetta Mijno, ASD Arcieri delle Alpi, campionessa italiana indoor 2007 e 2008. L’atleta torinese è attualmente 12° nel ranking mondiale ed è selezionata per le Paralimpiadi di Pechino.da "La Luna Nuova" del 27/03/2007
Alpignano e delle alpi, che frecciate
Arco-sci, il rivolese Peracino vince il quarto titolo italiano
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da "La Stampa" del 26/09/2006
Festa di compleanno - Il club rivolese nato nel 1976 vanta 54 titoli nazionali
Arcieri delle Alpi, 30 e lode con le frecce di Seimandi
Un compleanno da 30 e lode. Anno 1976: gli Arcieri delle Alpi si affiliano alla Fitarco. Anno 2006: Giuseppe Seimandi, nato e cresciuto nella società subalpina, vince a Goeteborg il titolo mondiale di tiro di campagna. Trent'anni di gioie, dolori, vittorie e sconfitte. Dalle difficoltà degli anni '70-'80 ai brillanti risultati recenti, nulla è mai successo per caso. Quella degli Arcieri delle Alpi è stata una crescita esponenziale, sudata sul campo. «Sono tanti i ricordi belli - racconta Giorgio Marzorati, presidente dal 1982 -, ma è nei momenti di difficoltà che ci siamo veramente resi conto della solidità del nostro team. Siamo nati come gruppo sportivo della Fiat, che purtroppo nel 1980 tagliò alcune attività tra cui noi. Da un giorno all'altro ci trovammo senza un impianto. Per due anni fu un lungo peregrinare in giro per i campi calcistici altrui. Ogni giorno montavamo e smontavamo tutte le nostre attrezzature. Poi ci fu la svolta». Il Comune di Rivoli concede a tempo determinato in località Castelpasserino un terreno inedito: una discarica. «Abbiamo lavorato tanto per renderla agibile, ora a distanza di tanti anni il campo è allestito davvero bene. Oggi contiamo 175 iscritti: l'obiettivo è raggiungere al più presto quota 200». Manca ancora qualcosa. Lo si intuisce dalle parole di Marzorati, innamorato della sua «creatura» a tal punto da masticare ancora sogni a distanza di tanti anni. «Vorrei riuscire a ottenere uno spazio indoor dove poter portare le scuole. Sarebbe un passo decisivo nella crescita degli Arcieri delle Alpi. Durante il periodo invernale non è semplice fare attività. Quando otterrò un campo coperto allora sì che potrò andare in pensione». Giuseppe Seimandi è l'ultimo campione di una lunga lista di fenomeni passati dalle parti di Rivoli. Due nomi su tutti: Giancarlo Ferrari, bronzo olimpico a Montreal '76 e Mosca '80 e Franca Biasioli, pluricampionessa tricolore e vincitrice di numerosi titoli europei. «In 30 anni abbiamo conquistato 54 titoli nazionali - conclude Marzorati -. Siamo la seconda società d'Italia come punti/voto dopo i K-Cosmos Rovereto, davanti a noi per poche lunghezze». Gli auguri di buon compleanno arrivano da ogni parte. Per Odilia Coccato, presidente della Fitarco Piemonte, la società è «uno dei fiori all'occhiello dell'intero movimento piemontese. L'attività agonistica è eccellente, rappresentano nel migliore dei modi la tradizione della nostra regione». All'appello manca solo un oro olimpico. Nel 2008, ai Giochi di Pechino, l'obiettivo è cancellare anche l'ultimo tabù.
da "La Stampa" del 08/09/2006
Arco gli ultimi exploit di un movimento in ascesa
Seimandi e Careggio le punte dell'iceberg
Arco di trionfo. Esulta l'Italia, esulta il Piemonte, esulta Torino. Ma soprattutto fanno festa due ragazzi, entrambi giovani virgulti,
da una manciata di giorni campioni iridati. Lauree prestigiose, ottenute alla facoltà svedese di Göteborg, sede dei
Mondiali di tiro di campagna. Esame perfetto quello di Giuseppe Seimandi, stella degli Arcieri delle Alpi, oro individuale nella
categoria senior dell'arco nudo e argento nella gara a squadre. Addirittura meglio è riuscito a fare Mattia Careggio tra
gli junior (sempre arco nudo): la promessa degli Arcieri Iuvenilia ha portato nella sua Verolengo due medaglie d'oro. «Ero
partito per la Svezia senza particolari pretese - confessa Mattia, diciassettenne figlio di papà Franco e mamma Fiorella - e
invece eccomi qui con due medaglie al collo. Stento ancora a crederci». Giuseppe Seimandi, 19 anni con un futuro da ingegnere meccanico,
sapeva invece di potersi battere con i primi. «La consapevolezza c'era, soprattutto nella gara a squadre. Vincere in Svezia ha un
doppio valore, perché lì tirano i migliori della specialità. Nella nostra zona non esistono tanti impianti, speriamo ne vengano
costruiti altri al più presto». Il futuro del movimento passa per forza dal torinese Mario Scarzella, presidente nazionale
della Fitarco da 6 anni, uomo pragmatico e di ingegno. «Stiamo lavorando per portare un centro federale non lontano dalla città.
Sorgerebbe a Cantalupa. Nell'ambito del progetto targato Coni della Scuola Regionale dello Sport, ci sarebbe la possibilità di
avere un campo coperto per poter tirare sempre a 70 metri, in tutte le stagioni. In Italia esiste solo un centro simile, a Tirrenia.
Mi piacerebbe inaugurarlo entro fine 2007, quindi prima delle Olimpiadi di Pechino». C'è un'altra novità. «Torino
potrebbe organizzare entro poco tempo delle grandi manifestazioni, nazionali e non. E' in lizza con Reggio Emilia per avere i Campionati
Italiani indoor nel febbraio 2007. Gli impianti non mancano di certo: PalaIsozaki, Oval e PalaVela vanno tutti bene. E se troveremo le
persone giuste, potremo anche spingerci più in là, chiedendo una finale di Coppa del Mondo oppure un evento principe
come Europei o Mondiali».
Scarzella da marzo è anche il numero uno della federazione europea e consigliere di quella internazionale. Il peso politico
dell'Italia nel pianeta arceristico è pesante. Eppure ci sono ancora alcuni aspetti da migliorare. «Il rapporto con
i mass media, per esempio. Abbiamo poca visibilità. Nonostante questo, però, le iscrizioni continuano ad aumentare: nella
stagione 2005/2006 c'è stato un incremento del 30 per cento, mentre in Piemonte si è assestato sul 20-25. La nostra
regione da sempre sforna grandi talenti». Göteborg insegna.
da "La Stampa" del 24/01/2006
Oggi la cerimonia
Premi Coni agli sportivi per il 2005
Si inaugura oggi alle ore 17 presso il Centro Incontri della Regione (corso Stati Uniti 23, Torino) l'«Anno Sportivo Piemontese», tradizionale appuntamento organizzato dal comitato regionale del Coni in collaborazione con l'assessorato allo sport della Regione Piemonte. Durante la cerimonia verranno consegnati diversi riconoscimenti riguardanti il 2005; i premi «Nebiolo» vanno a Mario Piovano (sportivo dell'anno), ex aequo Fabio Carta e Roberto La Barbera (atleta dell'anno), Donatella Sacchi (tecnico dell'anno), Arnaldo Balleria (dirigente dell'anno) e Giancarlo Padovan (giornalista dell'anno). Le medaglie d'oro al valore atletico vanno a Stefano Basalini (canottaggio), Fabrizio Deregibus (bocce), Guido Ferraro e Maria Teresa Lavazza (bridge), Raffaele Gallo e Claudio Sartoris (pesca sportiva e attività subacquee), Alberto Peracino e Antonio Tosco (tiro con l'arco). Infine toccherà ai premi «Piemonte 2006», annuali contributi economici assegnati ai vari sodalizi per un ammontare complessivo di 110 mila euro (tre categorie di importo, A1: 2.000 euro; A2: 1.000 euro; A3: 500 euro). Ad usufruirne saranno 144 società.
da "La Stampa" del 28/09/2004
Domenica il campione olimpico incontrerà arcieri e appassionati del Piemonte sul campo gara della Iuvenilia
Galiazzo a Torino per una grande festa
Il suo oro rappresenta un boom per il tiro con l'arco
Come premio per la medaglia d'oro conquistata ad Atene, Marco Galiazzo poteva scegliere qualsiasi cosa. L'arciere veneto con la sua fantastica
performance aveva dato una gioia talmente grande al presidente della Fitarco Mario Scarzella, torinese e fondatore della società
Iuvenilia, che il numero uno federale aveva deciso di fargli di persona un grande regalo. Poteva chiedere qualunque cosa, addirittura
una macchina; con la sua semplicità però ha scelto sì qualcosa legato all'automobile, ma un manomentro. Un semplice
manomentro, e basta. Uno strumento per misurare la pressione di un fluido oppure quella di un gas, acquistabile da chiunque senza
dover vincere un'Olimpiade. Questo è Marco Galiazzo dopo il successo ateniese: tale e quale al ragazzo così semplice
che era prima della manifestazione a cinque cerchi, quando gli unici microfoni che conosceva erano quelli del karaoke e non quelli dei media.
[.............]
Galiazzo risponderà anche alle domande dei curiosi e dei fans: avrà trovato finalmente la fidanzata? Quali sono i
suoi obiettivi per il 2005? Scarzella scherza e prova a tracciargli un sentiero: «Spero che Marco si fidanzi in fretta, così
sarà ancora più determinato e magari vincerà un'altra medaglia storica, visto che nel luglio prossimo ci sono
i Mondiali a Madrid. Senza dimenticare in estate anche i Giochi del Mediterraneo ad Almeria, altro obiettivo stagionale. Lui però
dovrà anche seguire i programmi scolastici, ai quali tiene molto: questo è l'anno del diploma». La maturità
prima del titolo iridato: saranno mesi di fuoco per il ventunenne padovano, che dovrà ancora soffrire per conquistare un traguardo
differente ma importante, il "titolo" dell'Istituto Professionale meccanici Bernardi di Padova. Il suo volto pulito e da bambinone
in futuro potrebbe anche servire come testimonial italiano olimpico, vista la vicinanza con Torino 2006: «E' una speranza, più
che una realtà - continua Scarzella -. Io personalmente mi auguro che domenica prossima a Torino sia presente una delegazione
del Toroc, perché nel caso in cui Galiazzo servisse loro come volto per promuovere i Giochi invernali noi saremo ben lieti
di poterlo offrire». Tanti praticanti, alcuni anche di ottimo valore, ma nessun campione. La Torino del tiro con l'arco vuole
arrivare in alto. Le zone limitrofe non stanno a guardare, perché se si fa un salto ad Alpignano, Rivoli oppure Venaria si possono
vedere numerosi arcieri con annessi talenti in erba. "Iuvenilia" e "Delle Alpi" la fanno da padroni: ogni stagione
i titoli tricolori giungono con puntualità, ma dopo aver visto il miracolo "galiazziano" ogni società sogna
di spedire un proprio atleta ad un'Olimpiade. «Il movimento, anche in Piemonte, è in netta crescita - conclude il patron
federale - e in vista di Pechino se si continuerà a lavorare così potrebbe anche saltar fuori il campioncino. Mai dire
mai, nello sport».
da "La Stampa" del 28/09/2004
Riconoscimento federale per la società del presidente marzorati
Stella agli Arcieri delle Alpi
Conquistato il 50º titolo tricolore in 30 anni
La bottiglia di champagne finalmente si può stappare ed i calici si possono alzare, perché il traguardo inseguito
per trent'anni non è più un'utopia ma pura realtà. Un bersaglio colpito in pieno che entra di diritto nella storia
del tiro con l'arco italiano: da pochi giorni la Carf Arcieri delle Alpi ha conquistato il suo cinquantesimo titolo italiano, merce
rara in circolazione. La cifra tonda vale uno dei riconoscimenti più ambiti da parte della Fitarco: la Stella di Platino,
che andrà nelle mani del presidente Giorgio Marzorati nella prossima premiazione di fine anno. Si respira aria di festa e clima
frizzante, nella sede in riva al Po di una delle società più importanti della Penisola: nata nel 1974 come S.S. Fiat,
due anni dopo divenne indipendente ed acquistò la denominazione tutt'ora valida; la prima gioia nel '77, quando Giancarlo Ferrari
regalò alla fresca squadra subalpina il tricolore numero uno. Non un atleta qualunque: in due edizioni consecutive delle
Olimpiadi (Montreal '76 e Mosca '80) il torinese portò sotto la Mole altrettante medaglie di bronzo storiche, perché fu
il primo azzurro a conquistarle nella disciplina. La gara in Russia fu la più tirata, perché per soli sei punti Ferrari
non conquistò l'oro, che andò al finlandese Poikolainen (punteggio: 2455) davanti all'ex sovietico Isachenko (2452). In
terra canadese nel quadriennio precedente la differenza con lo statunitense Pace ed il giapponese Michinaga fu rispettivamente di 76 e 7 lunghezze.
A distanza di oltre vent'anni da quei prestigiosi risultati, a Torino c'è chi sogna di emularlo: il diciassettenne Giuseppe Seimandi
agli ultimi Campionati Nazionali (specialità tiro di campagna) a Roma ha toccato la tanto agognata quota 50 nella prova juniores
ad arco nudo, e grazie alle sue capacità di mira è l'atleta di spicco del gruppo allenato da Giorgio Botto, che svolge
il doppio ruolo di tecnico e tiratore.
«Noi contiamo circa 150 tesserati - spiega Vito Triggiani, consigliere della Carf Arcieri delle Alpi - e Seimandi, che fa anche
parte della nazionale giovanile, è la nostra punta di diamante. Per poco agli ultimi Mondiali junior in Croazia non ha conquistato
il podio, sfuggito dopo che nelle qualifiche era in testa: l'emozione gli ha giocato un brutto scherzo. Quando è tornato comunque
l'abbiamo accolto come se avesse vinto». Sempre nella Capitale, l'arciere torinese in compagnia di Botto e di Marino Pasino
ha messo in cassaforte anche un argento nella gara a squadre. Nei tre decenni dedicati a frecce e bersagli, gli Arcieri delle Alpi
hanno avuto numerosi atleti pluricampioni d'Italia: nella categoria femminile spicca il nome di Franca Biasioli, dominatrice della specialità
olimpica alla fine degli anni ottanta con otto titoli consecutivi; due in meno del recordman Ferrari, che è colui con l'albo
d'oro più ricco con nove successi individuali ed uno di squadra. Il suo erede Seimandi è per adesso fermo a cinque (4+1),
ma il tempo è dalla sua parte. «Peccato che Giuseppe non sia specializzato nell'arco olimpico - continua il dirigente
biancoazzurro - perchè gareggiando nella divisione del nudo non avrà la possibilità di andare a Pechino in quanto
non prevista dal Cio. Incrociamo le dita per Mondiali ed Europei». Il mito adesso per gli atleti più giovani è il padovano
Marco Galiazzo, che dopo l'oro di Atene è diventato l'orgoglio di tutto il popolo d'arcieri, da Bolzano a Palermo. «Ricordando
le sue gesta la gente tira con più passione ed ha più fame di vittorie», conclude Triggiani. La magia olimpica ha
colpito ancora.
da "La Stampa" del 14/09/2004
Hanno colpito la spontaneità e la naturalezza dell'arciere padovano
Il fascino discreto di Galiazzo
Per le società di tiro con l'arco è vero boom
La precisione millimetrica del padovano Marco Galiazzo, oro in Grecia nel tiro con l'arco, in riva al Po ha portato un notevole incremento di richieste;
ammirandolo in televisione, il popolo subalpino grazie alla sua impresa ha scoperto l'antico fascino dell'arciere,
voglioso di imitare il Robin Hood veneto che ha tenuto con il fiato sospeso milioni di italiani.
Oltre all'aspetto sportivo, molti di lui hanno notato anche l'aspetto umano, quella semplicità che a caldo dopo la gara gli ha fatto dire
«spero che questo oro possa servirmi a trovare una fidanzata, visto che ora sono single».
A Torino è scoppiata l'arco-mania: non importa se le prime volte la freccia non colpirà neanche i bordi del bersaglio,
ma quel che conta è provare e cimentarsi in una di quelle discipline da eseguire «con la testa»,
quelle che senza la concentrazione adeguata non si va da nessuna parte. «
Abbiamo avuto un numero incredibile di contatti - afferma Giorgio Marzorati,
presidente degli Arcieri delle Alpi, società in piedi dal 1974 -, alle Olimpiadi il nostro sport si è fatto davvero
una bella pubblicità. L'oro di Galiazzo, un talento ed una persona straordinaria, unito al ritorno dalle ferie delle famiglie
che magari hanno provato l'arco nei villaggi-vacanze, ha creato un vero e proprio "boom". La cosa ancor più positiva
è che non solo si stanno avvicinando i bambini, ma anche gli adulti. Ora speriamo in un maggior seguito da parte dei media,
visto che ad esempio dal punto di vista televisivo è una disciplina che rende molto. Il problema sta proprio qui: non possiamo
aspettare che un nostro ragazzo prenda l'oro alle Olimpiadi per sentir parlare di archi e frecce. Con maggiore attenzione da parte
di giornali, radio e tv, sono sicuro che presto il nostro sport decollerà». Ci sono società, come gli Arcieri
della Mole, che stando ai contatti avuti in questi primi giorni di apertura delle iscrizioni potrebbero anche raddoppiare il numero
dei tesserati: «Dopo il calo del 2003 - dice Andrea Balestri, primo allenatore del piccolo team di via Madama Cristina - dove
abbiamo perso molti associati, siamo sulla strada giusta per poterli guadagnare di nuovo: toccherà a noi farli affezionare a questo
sport, così bello e affascinante. L'arco è alla portata di tutti, grandi e piccini: si può iniziare fin da piccoli
ma anche in età avanzata, non ci sono richieste specifiche. Certo, se si sogna di diventare dei campioni è meglio iniziare
da adolescenti: c'è più margine di miglioramento».